La rivoluzione dell’onestà

La campagna pubblicitaria che ha rivoluzionato la creatività. E non solo

All of us who professionally use the mass-media are the shapers of society. We can vulgarize that society. We can brutalize it. Or we can help lift it onto a higher level”. (Bill Bernbach)

Prima di lui, la pubblicità era un business, trattata da uomini di vendita con lo spirito degli imbonitori. Obiettivo? Conquistare clienti e incrementare il billing della propria agenzia di pubblicità, senza guardare tanto per il sottile. Dopo di lui, cioè Bill Bernbach e la sua rivoluzione creativa, il mestiere del pubblicitario, a dispetto di Jacques Séguéla, ha acquisito una dignità professionale.READ MORE

Peggy Guggenheim. Tracce di una vita

“Se potessi incontrare Peggy, cosa le chiederesti?”

Gli allievi del Primo Anno del Master in Grafica Pubblicitaria hanno proseguito il loro percorso di osservazione di Comunicazione visuale e visiva iniziato alla fondazione Salce → confrontandosi con la figura di una grande collezionista, esempio di emancipazione femminile: Peggy Guggenheim.

Una visita guidata nella sua casa-museo, a Venezia, uno dei più importanti musei italiani sull’arte contemporanea, dove seppe radunare attorno a sé il meglio delle avanguardie del secolo passato: Duchamp, Kandinsky, Braque, Dalì, Mondrian, Picabia, Léger, Picasso.

Peggy è stata anche una delle prime collezioniste a credere nel potenziale e nell’emancipazione delle artiste donne, organizzando una mostra rimasta leggendaria, 31 Women dove furono esposte opere di artiste americane ed europee come Louise Nevelson, Leonora Carrington, Meret Oppenheim, Leonor Fini e Frida Kahlo.

Nuovamente accompagnati dal professor Dario Pinton → referente colto ed appassionato, i ragazzi sono stati coinvolti in un percorso tra i movimenti e gli stili che si svilupparono a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale fino agli anni ’80 del Novecento, catturando l’immaginario astratto, vero laboratorio di ricerca sul colore, sulla forma e sullo spazio, intrecciato alle caratteristiche del dopoguerra.

Non capita tutti i giorni di poter ammirare una prestigiosa collezione d’arte allestita nella casa del suo artefice: varcare il cancello di Palazzo Venier dei Leoni significa, perciò, avere l’opportunità di far parte del vero mondo di Peggy Guggenheim che vi soggiornò – seppellendovi anche gli amati cani in giardino – dal 1951 alla sua morte, nel 1979.

Visitare la sua casa significa vedere per un attimo Venezia con i suoi occhi, ci si innamora dei riflessi dell’acqua e della luce, si è catapultati in una dimensione fuori dal tempo.

Alla fine di questa esperienza, è stato proposto agli allievi di raccogliere idee ed immagini per dar vita ad un prodotto grafico sul tema: 3 domande 3 risposte: Se potessi incontrare Peggy cosa le chiederesti?.

A gruppi di due gli allievi hanno ideato contenuti e contenitore.
Chi prediligendo un format spigliato come Messenger, ipotizzando, non a torto, una Peggy attenta al contemporaneo e ai social, come risulta dalle risposte date ai nostri allievi Sofia e Maurizio o una tradizionale copertina da rivista scandalistica con l’articolo a firma Anita e Stefano, su sesso e influencer.

Arte, Amore, Venezia e ancora Moda e Futuro nell’arte i temi sottoposti a Peggy da Stefano e Alessandro, Chiara e Marco, Anna e Filippo, Tommaso e Giovanni.

Così dalle parole dei ragazzi viene delineata una Peggy affamata di bellezza e con la ferrea volontà di circondarsi di artisti, incoraggiare i più giovani, i meno conosciuti, i più illuminati.
Lungimirante – con stile e con testardaggine e determinazione da far invidia al mondo maschile – ha così contributo al cambiamento della cultura, del gusto, il modo di pensare delle generazioni successive.

Alessia e Tamara, ad esempio, sulla strada del tema della emancipazione femminile dei primi decenni del ‘900, hanno indagato come Peggy fosse riuscita, in campo artistico, ad emergere e ad aprire la sua personale collezione d’arte in un’epoca in cui il mondo degli affari era in mano agli uomini. Per scivolare poi ad un altrettanto ‘scottante’ tema “Ora una domanda più personale: negli anni hai avuto diverse relazioni con artisti di punta come Duchamp e Max Ernst. Quanto la loro arte ha influito nel tuo amore per loro? “

Ritratti di una figura che è stata sempre in anticipo sui tempi, anche per il suo carattere anticonformista, un’egocentrica e una “scandalosa” ovunque si trovasse, testimone indiscussa di un’epoca e punto di riferimento dell’arte moderna.

L’ultimo contributo, quello di Michela e Maddalena, è sorprendente, per idea e contenuti. Merita un blog a parte, che pubblicheremo a breve.


 

Non smettete mai di sognare

La storia del nostro ex allievo Fernado Cepeda, recentemente approdato alla DDB di Barcellona

Fernando, complimenti sei stato accolto da un’agenzia di pubblicità tra le più importanti al mondo, quella fondata da Bill Bernbach, la DDBCome ti trovi, nella sede di Barcellona? Quale atmosfera si respira?
Devo dire che per me è stata una grande sorpresa, quando mi hanno telefonato per venire a lavorare qui in DDB. L’ambiente è meraviglioso, si tratta di un’agenzia che si espande in continuazione.READ MORE

Per una comunicazione di carattere

Intervista ad Andrea Carrer, docente di Calligrafia al Master Biennale in Grafica Pubblicitaria

Andrea, parlaci un po’ di te, come sei diventato calligrafo?

La forma delle lettere mi ha sempre affascinato. Già alle elementari, mi chiedevo quale fosse la relazione tra le maiuscole e le minuscole, e mi rendevo conto che delle lettere disegnate con una forma precisa potevano comunicare qualcosa. READ MORE

Comunico, dunque sono

Come i nostri allievi si vedono nel mondo del graphic design – Seconda parte

Ecco la seconda parte dei contributi dei nostri allievi sul tema della Comunicazione. Questa volta raccogliamo le opinioni e le “confessioni” di allieve del nostro Master che puntano molto a realizzare se stesse nel mestiere dell’Immagine.READ MORE

Comunico dunque sono

Come i nostri allievi si vedono nel mondo del graphic design – Prima parte

“C’è comunicazione e comunicazione. C’è la chiacchierata con gli amici al bar e la comunicazione mirata, quella che sa trasmettere un vero e proprio messaggio, sa catturare l’attenzione, sa colpire, sa anche stupire.

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