Peggy Guggenheim. Tracce di una vita

“Se potessi incontrare Peggy, cosa le chiederesti?”

Ecco la seconda parte del blog dedicato a Peggy Guggeneheim. (per quanto riguarda il primo blog: https://blog.scuolagrafica.it/blog/peggy-guggenheim-tracce-di-una-vita/)

A Michela e Maddalena dobbiamo un’inedita Peggy-madre che, incalzata dalla figlia Pegeen Vail Guggenheim, ripensa a scelte e motivazioni affettive. Alleghiamo il progetto originale delle due allieve, con le tre domande scandite in tre composizioni distinte.

“Ciao mamma, sto avendo un momento difficile della mia vita… sto ripensando al mio passato e al rapporto che non abbiamo avuto. Volevo farti delle domande per capire le motivazioni che ti hanno spinta a fare delle determinate scelte”
Intervista di: Pegeen Vail Guggenheim a Peggy Guggenheim

Che rapporto avevi con la nonna e il nonno? E cosa pensavano del tuo comportamento?
Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con entrambi. Quando il nonno ci ha lasciate, la distanza tra me e tua nonna è aumentata, sono sempre stata considerata l’enfant terrible della famiglia, una pecora nera che non faceva nulla che andasse bene.
La nonna credeva che sesso e arte fossero un’unica cosa nella mia mente, questo è vero…
mi sentivo sola, volevo essere amata, ed era l’unico modo per creare connessioni umane.

Perché hai scelto di investire in una collezione così importante a Venezia?
Io credo nell’arte. Ho voluto dimostrare che con la determinazione e anche un po’ di fortuna si può creare un qualcosa di concreto; pensa che Jackson Pollock, quando l’ho conosciuto era un falegname, e ora guarda cosa è diventato.

Non sono mai stata appoggiata da nessuno, questa per me è una rivincita per dimostrare che anch’io so fare qualcosa di buono, e credo di aver sorpreso tutti coloro che non credevano in me.

Ho scelto Venezia, perché è sempre stata la mia città dei sogni. Grazie all’esposizione alla Biennale di Venezia, ho capito che era qui il posto perfetto per il mio futuro, ecco perché non ho avuto dubbi nell’investire così tanto in questa magica isola, che lei stessa è un’opera d’arte.

Se potessi tornare indietro, cambieresti qualcosa o faresti le stesse scelte?
Questa è una domanda difficile, perché ho sempre vissuto un contrasto tra l’amore per l’arte e l’amore per te e tuo fratello.
Non cambierei nulla di quello che ho fatto nella mia vita per l’arte e gli artisti, poiché per me, questi, sono lo specchio della mia stravaganza.
Nello stesso specchio però, io vedo un vuoto, il mancato amore che non vi ho dato. Adesso lo so, è troppo tardi, ma vorrei riempire questo vuoto… è l’unico rimpianto che ho nella mia vita.


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