Cronache dal MAD -2. “Le idee non crescono sugli alberi”

Tecniche di creatività e brainstorming, nella seconda giornata del Master in Art Direction.

Creativi si nasce o si diventa? In realtà l’attitudine alla creatività, intesa come modalità di soluzione dei problemi fa parte del nostro DNA: la questione vera consiste nella capacità di sviluppare questa fondamentale abilità e di saperla utilizzare professionalmente.

Questo il tema della seconda giornata del MAD → durante la quale Annamaria Giarolo, pedagoga ed esperta di Cooperative Learning e di tecniche di creatività, ha preso per mano i partecipanti al corso e li ha guidati in un percorso dedicato non solo allo stimolo delle idee, ma anche alla disciplina delle tecniche di Brainstorming e di Pensiero Laterale. Queste tecniche sono, infatti, fondamentali per degli art director che dovranno, a loro volta, gestire dei gruppi di collaboratori in agenzia di pubblicità.
Una giornata densa, certamente, ricca di spunti, ma affrontata dalla docente e dall’aula con quella leggerezza di cui ci parlava Calvino nelle sue Lezioni Americane e con lo spirito di collaborazione e condivisione di un gruppo affiatato.

Alternando teoria ed esercitazioni disciplinate dalle regole del Cooperative Learning, Annamaria ha proposto diversi lavori di gruppo, ognuno dei quali ha portato i partecipanti alla definizione di un metodo per lo sviluppo di idee creative, a cominciare dalle denominazioni che i singoli gruppi si sono date (“Blablart”, “I Cuochi Boheme”, “L’Officina del Panda”) per proseguire poi con approfondimenti sulla leadership.

Interessanti, a questo proposito, i modi di definire la leadership positiva, espressi dai partecipanti alla lettura dei cinque “comandamenti” del vero leader: 1. Imparare a rilassarsi e ammettere di non sapere “Uno alla volta con calma esponete i vostri dubbi”, “Questa cosa impariamo insieme a farla, aiutatemi”, “Forse tu saresti più bravo di me a svolgere questo compito”) 2. Prendersi cura del team (“Prendetevi un momento per voi, ci vediamo qua tra mezz’ora”, “Ti vedo stanco: vuoi prenderti cinque minuti di tempo?”, “Si lavora insieme, si vince insieme e si perde insieme!” 3. Comunicare (“Vediamoci più spesso e condividiamo l’avanzamento del lavoro”, “Ok ragazzi, fermi tutti, ora parla solo chi ha il testimone in mano”, “Vorrei sapere il tuo parere” 4. Apprendere e condividere realmente il potere (“A me serve il vostro aiuto, ogni vostro ruolo è indispensabile per raggiungere l’obiettivo”, “Mi fido di te, sei la persona giusta per questo incarico”, “Perché non mi dai una mano per lavorare a questo progetto?” 5. Riconoscere l’importanza di scopi e valori condivisi (“Fate un elenco di punti positivi detti dagli altri”, “Se questo traguardo è stato raggiunto è merito di ognuno di noi”, “Potremo fare squadra perché insieme abbiamo delle qualità differenti”).

Al termine della giornata, Annamaria Giarolo ha proposto un giro di considerazioni sul tema “Cosa ci portiamo via da questa giornata?”. Eccone alcune:• Un metodo per affrontare i problemi e trovare soluzioni in modo diverso • Lo stimolo e la soddisfazione di aver avuto un confronto diretto applicato ad un’idea creativa • La qualità del lavoro dato dalla sinergia del gruppo • La condivisione di idee per arricchire o stravolgere (serendipità) • Lavorare in gruppo per orientare le idee nella complessità • Non trascurare ciò che sta al limite (Pensiero Laterale) • Saper sospendere il giudizio • Ottenere più creatività in gruppo • Leggerezza di approccio per avere la giusta distanza• Meno autocritica negativa: più positività • Saper filtrare in modo più efficace concetti elencati senza criterio.

Niente male, vero?

Articoli correlati