Colour my World

Il ruolo comunicativo dei colori nella vita quotidiana e nella grafica

I colori sono ovunque: permeano la nostra vita in ogni suo aspetto. Tuttavia molto spesso, come succede per il design grafico, non ci accorgiamo di quanto ci influenzino. Eppure il loro potere sui nostri pensieri, le nostre emozioni, il nostro comportamento è enorme.

Chi di noi non si è fatto suggestionare, durante un acquisto, dal colore? Quante volte abbiamo scelto cosa indossare a seconda del nostro umore? A chi non è mai stato chiesto “Qual è il tuo colore preferito”?

La questione potrebbe sembrare frivola, ma in realtà è tutto l’opposto: sulla manifestazione dei colori e la loro percezione hanno dissertato personaggi come Newton, Schopenhauer, Wittgenstein e Goethe.

È cosa nota che la percezione del colore sia uno dei più arcaici fattori evolutivi.

Pericolo, aggressività, cibo, pulsione sessuale: l’associazione di specifici colori a questi istinti primordiali è una costante globale.

Attraverso i colori noi tutti comunichiamo, più o meno consciamente, fornendo e ricevendo informazioni. Questo non vale solo per gli umani: gli animali usano i colori per mimetizzarsi, corteggiare o minacciare, e persino le piante hanno sviluppato tonalità vivaci per attirare gli impollinatori.

Di contro, anche la percezione del colore subisce influenze: cultura, paesaggio, musica, stagioni, attualità hanno un ascendente su di essa e di conseguenza sul nostro umore, il nostro comportamento, le nostre interazioni.

A questo dobbiamo la differenza del simbolismo cromatico in diverse culture.

Uno degli esempi più famosi è quello del bianco, indossato durante i matrimoni in Occidente, simbolo del lutto in Oriente; o il porpora, emblema di potere, prestigio e opulenza nell’Impero Bizantino, ma colore della quaresima, e quindi della rinuncia, per i cattolici.

Ma anche senza scomodare simboli così profondi e immersi nella Storia, non è difficile pensare a come il colore sia al centro di piccole convenzioni nella nostra vita quotidiana. Nella nostra cultura, in corrispondenza di ricorrenze come le festività natalizie o San Valentino, il rosso la fa da padrone; indossarlo ad un funerale sarebbe invece considerato indelicato, anche se non si usa più vestirsi solo di nero nell’eventualità di un lutto (riforma molto recente). Volendo esagerare, si può ricordare il film grottesco “Serial Mom” (in Italiano “La Signora Ammazzatutti”), in cui una donna viene uccisa per aver indossato scarpe bianche dopo il Labor Day.

Uno studio di Axel Venn e Janine Venn – Rosky→, risalente al 2010, rileva come l’associazione di certe parole a determinati colori, così come di colori ad immagini, possa essere prevedibile.

E se il colore ricopre un ruolo così importante nella vita di tutti i giorni, per un graphic designer il suo valore è fondamentale: pesa talmente nella comunicazione che il successo o il fallimento di un progetto possono dipendere da esso, e per questo chi sceglie questo mestiere deve saper usare nel modo giusto questo strumento così potente.

Non è un segreto che colori e zeitgeist (spirito dei tempi) si influenzino reciprocamente: ogni anno moda, design, arredamento si concentrano su una certa palette di colori. In quei colori saremo immersi per mesi, e ne saremo influenzati, e i nostri comportamenti a loro volta influenzeranno il trend successivo, con circolare regolarità.

Allo scopo di conoscere meglio questo elemento così importante per la nostra vita quotidiana e per la grafica, inauguriamo questo mese una serie di post mensili “monografici”, ognuno dedicato ad un colore ed al suo ruolo simbolico, comunicativo e culturale.

 

Marta Bobbo

Credits: Photos by Shrey Chapra from Pexels, Thom Masat on Unsplash


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